mercoledì 21 febbraio 2018

La serie della letteratura giapponese ~ 95~


Due foto dell'abitazione dell'imperatore nell'ex-palazzo imperiale in Kyoto



Makura no Soushi (95)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (94)

Ottantatreesimo paragrafo (10)

Io, utilizzando la confusione dello spostamento dell’imperatrice alla sede dell’imperatore (1), ho chiamato un giardiniere e gli ho detto:

“Durante la mia assenza, tu devi proteggere questa montagna di neve, in modo che non si avvicinino i bambini e non far calpestarla a nessuno, fino al giorno 15. Allora, la mia signora ti darà un bello premio e naturalmente anche io ti farò qualche regalo.”

E poi, io gli ho dato tanta frutta ed altri cibi, perché sapevo che lui chiedeva sempre gli avanzi alla ancella che serve alla cucina nel palazzo imperiale. Allora, lui, sorridendo con la soddisfazione, mi ha detto:

“Voi non mi chiedete gran che. Lo faccio volentieri. Ma, solo mi preoccupo un po’ dei bambini, se salgano su questa o no.”

Io quindi, gli ho detto:

“Tu devi considerare bene proprio questa cosa. Devi dire di non farne a loro severamente, se qualcuno non ti ascolti, riportamelo subito.”

E io ho seguito all’imperatrice che entrava in una sede vicina a quella dell’imperatore. Poi, vi sono stata fino al giorno 7 e dopo, sono tornata a mia casa.

Durante il periodo in cui sono stata nel palazzo imperiale, ho mandato senza posa qualche serva per verificare la situazione della montagna di neve, dandole l’ordine per il giardiniere, in modo che lui la protegga bene.  

N.B

(1) In questo momento, l’imperatrice è stata in una situazione sfavorevole, perché i suoi fratelli, dopo la morte del loro padre che fu il primo ministro, sono stati silurati ai posti lontani dal loro zio Michinaga. Perciò lei, non avendo nessun protettore vicino, è stata allontanata dall’imperatore. Tuttavia, lui l’amava molto, quindi, l’ha chiamata alla sede Shiki no Mizoushi (una sede nel palazzo imperiale, ma un po’ lontano dalla sede dell’imperatore) e ogni tanto l’ha invitata accanto a lui, cioè nella parte centrale del palazzo imperiale.

domenica 18 febbraio 2018

La serie della letteratura giapponese ~ 94~


Due foto degli esempi del vestito nel periodo Heian



Makura no Soushi (94)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (93)

Ottantatreesimo paragrafo (9)

L’imperatrice ha cominciato a scrivere la risposta subito, ma, comunque, anche l’aspetto suo di questo momento è veramente bello! Per la diaconessa, l’imperatrice prende in considerazione molto accuratamente, rispetto ad altri quando scrive.

Al messaggero, lei ha donato un vestito bellissimo come il premio (N.B: in questa epoca, era abitudine di donare il vestito al messaggero). Poiché lui è andato via mettendo questo vestito sulla spalla, di cui il colore si vedeva tanto bello brillando alla neve bianca.

Tuttavia, non ho potuto leggere la Waka della risposta dall’imperatrice. Me ne dispiace proprio!

A proposito, quella montagna di neve mi sembra che non sparisca mai. È intatta come se fosse la vera montagna! È un po’ sporca, ma pensando che avvia già vinto al gioco, ho pregato di cuore per far durare questa forma fino al 15 gennaio. Ma le mie colleghe dicono che sarà difficile di passare il giorno 7 in tale situazione.

Comunque, noi tutte volevamo di constatare il futuro di questa montagna, ma, improvvisamene, l’imperatore ha detto all’imperatrice di venire nel palazzo imperiale in tre giorni e noi ancelle anche dobbiamo seguirla. È un peccato che non possa assicurarmi il corso di questa montagna.

Non solamente io, ma anche le mie colleghe dicono:

“Davvero! Noi tutte ci aspettavamo come potrà andare questa.”

E anche l’imperatrice è d’accordo.

Soprattutto io, speravo veramente di poter dimostrare la mia vittoria del gioco all’imperatrice, invece questa mia aspettativa è svanita.

martedì 13 febbraio 2018

La serie della letteratura giapponese ~ 93~

Sopra, il bastone di U
Sotto, i suoi materiali (diversi pianti ed ornamento)




Makura no Soushi (93)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (92)

Ottantatreesimo paragrafo (8)

Poiché dormiva ancora l’imperatrice, ho cercato di aprire il cancello vicino al suo letto, salendo sulla scacchiera del Go, perché lo era tanto alto per me. Ma, questo cancello era troppo pesante d’aprire da sola, quindi, quando ho potuto elevare una angola stentatamente, cigolava sgradevolmente.

Allora, l’imperatrice si è svegliata subito e mi ha chiesto:

“Cosa stai facendo?”

Ho risposto:

“È arrivata una lettera dalla signora diaconessa ed io volevo consegnarla alla mia maestà, quanto possibile presto.”

“Oh, che è piacevole, ma, tanto presto!”

E lei si è alzata, poi ha aperto la chiusura della busta. Tuttavia, non c’era la lettera, invece si trovavano due magli della lunghezza di 15 cm circa, avvolti con la carta in modo che possano paragonarli a un intero bastone di U(1), su cui è ornamentato dai tanti pianti simbolici della felicità.

L’imperatrice, quindi, ha guardato con tanta cura, pensando che ci doveva essere qualcosa scritta e ha trovato una Waka su una carta che avvolgeva il bastone, come seguente:

“Yamatoyomu Ononohibikiwo Tazunureba Iwainotueno Otonizoarikeru”

(La traduzione:

Si sente un suono della scure in una montagna, ed io ho cercato da dove arriva questo suono e trovato la gente che stava tagliando un albero per fabbricare il bastone di felicità di U)

N.B

“U” significa il coniglio in giapponese e questo è uno dei dodici segni dell’oroscopo nel calendario astrologico cinese. Nel vecchio tempo, in Giappone, l’anno e il giorno e anche l’ora erano basati su questo calendario, che comincia dal topo, poi continua al toro, la tigre, il coniglio, il drago, il serpente, il cavallo, la pecora, la scimmia, il gallo, il cane e il cinghiale. E c’era un costume di regalare il bastone ornamentato dai pianti di felicità all’imperatore, all’imperatrice e al principe nel primo giorno del coniglio in gennaio per cacciare via gli spiriti maligni. Perciò si chiama il bastone di U (coniglio).

domenica 11 febbraio 2018

Intervallo ~ 47~


Due foto della diaconessa del tempio Kamo
(Nell'occasione della festa, si sceglie ogni anno una cittadina di Kyoto
come la sostituzione della diaconessa)


La storia della diaconessa

Nel tempo antico, già è stata la diaconessa che serviva alla divinità del sole, chiamata Amaterasu. Ma, il periodo in cui questa cosa fu sistematizzata è sotto il regno dell’imperatore Tenmu (vissuto nel settimo secolo). Tenmu, dopo la morte dell’imperatore Tenji (il suo fratello maggiore), ha dovuto combattere con suo nipote per succedere al trono imperiale, e vinto alla fine. Prima di cominciare questa guerra, lui ha pregato alla divinità del sole per la vittoria e dopo essere salito al trono, ha mandato una di sue figlie al tempio Ise, che è dedicata a questa divinità come la diaconessa per ringraziare.

Dopo di che, ogni volta che cambiava l’imperatore, era scelta una di sue figlie naturalmente vergine, e lei era mandata al tempio Ise e lei serviva come la diaconessa finché il suo padre imperatore morisse oppure ritirasse dal trono. E questo sistema è durato fino al 14secolo.

Poi, nell’anno 810, questo sistema era adoperato anche a Kyoto. In questo periodo, l’imperatore Saga ha combattuto con il suo fratello maggiore per ottenere il potere e vinto. Dopo, lui ha deciso il tempio scintoista Kamo (ce n’è sono due, cioè Kamo sopra e quello sotto) come la divinità protettrice dell’imperatore stesso e anche della città Kyoto. E a imitazione del sistema d’Ise, ha cominciato a mandare una di sue figlie al tempio Kamo come la diaconessa.  

Questo sistema è durato fino al 13secolo, ma per la mancanza delle risorse finanziarie della famiglia imperiale, si è estinto.

A proposito, nel periodo di questo saggio (Makura no Soushi), la diaconessa è chiamata la grande diaconessa, perché lei ha servito per tre generazioni dell’imperatore. Quando suo nipote è salito al trono, lui era tanto giovane e naturalmente non aveva la figlia grande, quindi, lei, la zia sua, era scelta come la diaconessa. E teoricamente lei avrebbe dovuto finire il suo lavoro quando suo nipote imperatore si era ritirato dal trono, ma, purtroppo non c’era nessun’altra principessa che poteva sostituirla, perciò lei doveva stare alla diaconessa per lungo tempo.

Poiché lei era grande amatrice di Waka, era un personaggio come la padrona di un salotto letterario e ha praticato lo scambio culturale con l’imperatrice profondamente.

mercoledì 7 febbraio 2018

La serie della letteratura giapponese ~ 92~


Due foto del tempio scintoista Kamo



Makura no Soushi (92)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (91)

Ottantatreesimo paragrafo (7)

Noi tutte, ascoltata la sua Waka, siamo seccate della sua avidità e avviamo riso un po’ beffardamente di lei. Allora lei, sentendosi imbarazzata, ha girato qua e là e anche salita sulla montagna di neve per nascondere il suo disagio, e poi, andata via con esitazione.

Dopo di che, io ho mandato la lettera su cui c'è scritta questa situazione a Ukon no Naiji (una ancella dell’imperatrice, consultate per favore “La serie della letteratura giapponese ~ 88~”), allora lei ci ha mandato la risposta come seguente:

“Perché voi non mi avete chiamato subito? Volevo vedere quella monaca. Mi dispiace per lei, che è dovuta salire fino alla montagna di neve avendoci rimesso la faccia.”

E noi ridevamo di nuovo.

Comunque, quando ha iniziato l’anno nuovo, la montagna di neve è rimasta ancora cosi come stava. Poiché è nevicato di nuovo molto di più alla notte del primo gennaio, io ero contentissima pensando che rimanesse cosi fino alla metà di gennaio.

Tuttavia, l’imperatrice ha detto:

“Questa nuova neve non c’entra al nostro gioco, quindi, la spazzate via, lasciandoci solo quella vecchia.”

La mattina prossima, un messaggero, tremando di freddo, mi ha portato una lettera e mi ha detto:

“Questa è la lettera mandata dalla signora diaconessa del tempio scintoista Kamo per l’imperatrice.”

Che è magnifico! Io, quindi, l’ho portata subito alla mia padrone con tanta gioia.

(N.B

Riguardo alla diaconessa di Kamo, spiegherò dettagliatamente alla prossima volta.)

domenica 4 febbraio 2018

La serie della letteratura giapponese ~ 91~


Due foto di presente Seiryouden
(nell'ex-plazzo imperiale di Kyoto)


Makura no Soushi (91)

~ Il primo saggio in Giappone, scritto da Sei Shonagon ~

Il testo (90)

Ottantatreesimo paragrafo (6)

Tornando alla storia della montagna di neve, quando l’abbiamo fatta, è venuto un messaggero chiamato Tadataka e ci ha detto:

“Oggi, si trova dappertutto nel palazzo imperiale la montagna di neve, sia nella corte di Seiryoden (la sede dell’imperatore), sia Togu (la sede del principe ereditario), sia Kokiden (la sede dell’altra consorte dell’imperatore) e sia anche nel Kyogoku Dono (la sede di Fujiwara no Michinaga, il primo ministro).

Io quindi ho composto una Waka e l’ho fatta recitare alla mia collega giovane come seguente:

“Kokoninomi Mezurashitomiru Yukinoyama Tokorodokoroni Furinikerukana”

(Traduzione: Io vedevo la nostra montagna di neve molto bella e unica, invece si trova dappertutto.)

Tadataka, ha dimostrato la sua ammirazione chinando la testa tante volte e detto:

“Non vi risponderò con mia Waka, perché ho paura di contaminare quella vostra. È veramente raffinata! Io la presenterò a tutte le altre ancelle.”

Poi se n'è andato. Io ho sentito dire che lui è il grande amatore di Waka, perciò sembrava strano che lui è scappato via senza rispondermi con Waka. .

Dopo, io ne ho raccontato all’imperatrice, allora lei mi ha detto:

“Forse lui avrà voluto mandarti una Waka troppo eccellente, perciò non sarebbe riuscito a comporla improvvisamente.”

Comunque, la nostra montagna di neve, mi pareva che fosse abbassata un po’ verso la fine di dicembre, però, ancora è rimasta quasi come prima. Un pomeriggio, quando noi ancelle siamo state sulla veranda, è venuta quella Hitachi no Suke. Io quindi, le ho domandato:

“Come mai, tu non ti sei presentata per lungo tempo?”

Lei ha risposto:

“Ah sì, perché ho provato un po’ la cosa dispiacente.”

Ho chiesto:

“Cos’è questa?”

Lei ha risposto dandosi alle arie:

“Quel momento, io pensavo come seguente.”  E ha cominciato a recitare con la voce alta:

“Urayamashi Ashimohikarezu Watatsumino Ikanaruhitoni Monotamauramu”

(Traduzione: Che invidia! Ma a chi voi donate la roba talmente tanto che è impossibile di camminare tenendola.)

mercoledì 31 gennaio 2018

Intervallo (46)




Riguardo all’incarnazione.

 In Giappone, ci fu già una credenza popolare prima di essere introdotto il Buddismo nel sesto secolo. Questa credenza, che era chiamata Scintoismo (consultate per favore la sezione “Scintoismo”) dopo, fu una specie dell’animismo molto primitivo nel vecchio tempo. Cioè, poiché allora i giapponesi erano gli agricoltori, la cosa che loro si preoccupavano di più era il fenomeno naturale. Loro quindi, pregavano ogni tanto alla divinità del sole, della pioggia, del vento, del fulmine ecc. È nato cosi, il culto per la natura. Dopo di che, questa credenza era sistematizzata man mano e costruito anche il tempio per una certa divinità, e poi era chiamato lo Scintoismo.

A questo momento, era introdotto il Buddismo. All’inizio, c’era una controversia fra quelli che volevano introdurlo e quelli che volevano spingere lo Scintoismo. E dopo aver vinto i buddisti, il Buddismo era diventato la religione statale, ma, non è che era spento lo Scintoismo, perché l’imperatore è stato considerato il discendente della divinità del sole chiamata Amaterasu.

Perciò, in Giappone, a periodo di Nara (AD 710~784), era cominciato il sincretismo di Buddismo e Scintoismo, ma sempre il Buddismo predominava su questo. E nel periodo di Heian (AD 794~1191 circa), la gente ha cominciato a pensare che ogni divinità doveva essere una incarnazione di un certo Budda o Boddhisattva. Cioè nel caso dell’esempio della sezione scorsa, Kannon appariva con la forma provvisoria di una divinità nel monte Shiroyama.

Questo modo di penare si chiama Honji Suijyaku in giapponese. Honji significa la forma originale e Suijyaku è quella provvisoria.

Questo non è l’idea unica in Giappone, invece si dice che si trova già il pensiero simile a ciò in vecchia India e poi anche in Cina.